Il Didgeridoo è uno degli strumenti a fiato più primitivi esistenti al mondo, originario degli Aborigeni australiani del nord dell'Australia , questo strumento ha la forma di un tubo leggermente conico, della lunghezza di un metro, un metro e mezzo circa ma a volte può raggiungere i due metri e mezzo. Il Didgeridoo si ricava originariamente da un ramo di eucalipto (pianta assai diffusa nel nord dell'Australia) reso cavo dalle termiti e dal bambù come testimoniano antichi graffiti della terra di Arnhem. Lo strumento è decorato con pitture tradizionali che richiamano la mitologia degli Aborigeni; il “ Dream Time ”. L'imboccatura usata per soffiarvi dentro l'aria è adattata con la cera d'api, si soffia dentro allo strumento facendo vibrare le labbra e utilizzando la tecnica della respirazione circolare, si ottiene così il suo caratteristico suono continuo, che secondo i nativi australiani richiama quello della madre terra.

Vivendo in Italia possiamo scordarci di trovare in un bosco alberi resi cavi dalle termiti per tanto occorre che ci fabbrichiamo il nostro didgeridoo nei seguenti modi. Il primo consiste nell'utilizzo di una canna di bambù ,questo metodo viene usato anche dagli aborigeni in quelle zone dove il bambù cresce spontaneo. Quindi basterà procurarci una canna di bambù, che sia stagionata altrimenti si creperà, del diametro interno dai 5cm agli 8 cm e della lunghezza che varia dal metro al metro e mezzo.

Il vantaggio del bambù è quello di essere facilmente svuotabile, l'unica cosa da fare è rompere le membrane interne all'altezza dei nodi, una volta fatto ciò basterà realizzare il bocchino in cera d'api. Questo può essere fatto in due modi: il primo consiste nell'immergere la parte più stretta dello strumento nella cera fusa fino ad ottenere il giusto diametro, il secondo modo e quello di applicare delle strisce di cera modellandole con le mani.

Il secondo di costruire un didgeridoo, modo metterà alla prova le vostre doti nascoste di falegname e vi permetterà di avere didgeridoo differenti sia nella forma che nel suono, cosa che non si può ottenere da canne di bambù in quanto i diametri sono quasi standardizzati. Per iniziare dovremo procurarci un ramo di albero, sono consigliati i legni duri ed in generale quello degli alberi da frutto per la loro ridotta porosità, ma del comunissimo abete andrà benissimo per prendere padronanza della tecnica artigiana. Quando saremo sicuri che il legno sia stagionato e abbia perso l'acqua al suo interno, procederemo col tagliarlo in due metà nel senso longitudinale.

Una volta tagliato svuoteremo le due metà con sgorbia e mazzuolo, mantenendo uno spessore regolare e che sia di 1 cm/1,5 cm circa questo permetterà di avere uno strumento leggero e squillante. Lisceremo con carta vetrata e rivestiremo le due parti interne con del tura pori, questo rivestimento interno impedirà al legno di assorbire la condensa e di conseguenza di sviluppare muffe. Si procederà quindi con il saldare le due metà con colla vinilica specifica per legno.

Per tenerle ferme durante il periodo di presa utilizzeremo delle fascette stringitubo in metallo o dei serra giunti. Una volta unite le due metà avremo il nostro didgeridoo pronto per una levigatura e se vogliamo per un decoro, a parer mio un ramo al naturale rende di più.

IL terzo e ultimo modo per realizzare un didgeridoo ,che non sarà ben visto dai puristi , consiste nell'utilizzare I tubi in PVC. Per intenderci quelli neri impiegati nei cantieri edili come condutture di acqua e gas, per le dimensioni valgono quelle dette per il bambù, ma dato che la fantasia non ha limite ognuno è libero di sperimentare dimensioni ed incastri effetto “ Slidedidge ”. IL pregio del PVC e che potrete suonare il vostro didgeridoo all'esterno anche nei mesi invernali in quanto il materiale plastico non teme sbalzi di temperatura. Perciò buon lavoro e prima di iniziare assaltate un negozio di bricolage per tutto l'occorrente!

Manutenzione

Il didgeridoo, prima di essere uno strumento musicale è una “creatura viva”, essendo realizzato in legno di eucalipto o bambù. Necessita pertanto di alcuni accorgimenti: proteggetelo dagli sbalzi di temperatura, evitate se vi è possibile nella stagione invernale di portarlo dall'interno all'esterno, se proprio dovete farlo avvolgetelo bene in un cellophane o in una custodia imbottita. Evitate di suonarlo subito prima della trasferta per non creare vapore acqueo al suo interno; quando rientrate aspettate prima di estrarlo dalla custodia per suonarlo. Il didgeridoo deve “ambientarsi”, prendere, cioè, il calore e l'umidità dell'ambiente in cui sarà collocato; ricordate che va tenuto lontano da fonti di calore e protetto da eventuali urti. Se il didgeridoo subisce shock termici o urti si corre il rischio che si formino crepe e fessurazioni che andranno a variare il suono, la qualità e la salute dello strumento. Alcuni di questi danni sono riparabili, ma, in ogni caso, è sempre meglio prevenire che curare. Il didgeridoo in eucalipto va periodicamente oliato al suo interno con olio di lino o di mandorle, per rendere più elastico il legno e per evitare che si aprano delle crepe. Se il vostro strumento è decorato fate attenzione che il legno non assorba troppo olio altrimenti rischierete di rovinare il decoro. Nel caso in cui lungo il corpo dello strumento si aprissero delle crepe potranno essere chiuse usando cera d'api. Un inconveniente che spesso si verifica è il formarsi di cattivo odore all'interno del didgeridoo, cosa fare per risolvere il problema: 1.ricordatevi di sostituire periodicamente la cera d'api dell'imboccatura 2.fate scorrere al suo interno poca acqua corrente 3. versate un paio di gocce di tea tree oil che essendo un potente anti micotico naturale eviterà il formarsi di muffe…