Gli aborigeni rappresentano la vera anima dell'Australia, arrivati sul continente tramite un lungo braccio di terra che collegava l'Asia all'Australia prima dell'ultima glaciazione, si diffusero dapprima nella costa nord, ricca di verde e poi nell'arido interno desertico. Erano un popolo di cacciatori e raccoglitori suddivisi in clan famigliari che un tempo si spostavano seguendo il ciclo delle stagioni alla ricerca di cibo. Al momento dell'arrivo dell'uomo bianco in Australia esistevano più di 300 lingue indigene , la popolazione aborigena godeva di buona salute fisica e mentale e si era diffusa grazie a matrimoni tra i membri di diversi clan. Tutto era governato dalle antiche leggi tribali, trasmesse di generazione in generazione di padre in figlio, non appena questo raggiungeva l'età dell'iniziazione. Ogni clan seguiva le antiche leggi secondo cui il mondo era stato creato nel Tempo del Sogno ogni clan e quindi ogni persona che ne faceva parte, discendeva da un essere ancestrale che poteva essere un canguro o coccodrillo o pesce o qualunque forma di vita conosciuta oggi giorno. Durante il tempo del sogno gli esseri ancestrali, creature in parte umana, in parte animale, in parte vegetale fuoriuscirono dalle profondità del mare della terra e del cielo. Iniziarono a percorrere la terra in lungo e in largo aprendo sentieri che oggi gli aborigeni chiamano Vie dei canti o Vie della legge . Cantando il nome di tutte le cose gli antenati ancestrali diedero origine a vallate, fiumi, laghi, montagne mari è il suono dunque la vera forza creatrice, ed il suono del didgeridoo con le danze ed i canti fanno rinascere i grandi antenati carichi di energia vitale. Questa breve parentesi sulla spiritualità aborigena ci permette di capire il profondo legame che lega questo popolo alla terra, infatti non sono gli aborigeni a possedere la terra ma è quest'ultima come forza creatrice a possederli. Il loro sistema di vita funzionò bene fino ad un giorno dell'anno 1770 in cui arrivò sulla costa orientale James Cook che in nome della Corona Britannica diede inizio alla colonizzazione del continente australiano. Per la popolazione aborigena fu l'inizio del crollo, da 400.000 I nativi furono ridotti in 50.000 grazie alla malattie importate dal vecchio continente e furono privati dei loro luoghi sacri secondo il principio britannico di Terra Nullis . Gli aborigeni che si azzardavano a reagire venivano puniti con veri e propri massacri, questo portò al totale annientamento della popolazione aborigena della Tasmania. Venne poi il momento, dopo la seconda guerra mondiale della cosiddetta Generazione Rubata I figli nati da matrimoni misti vennero sottratti alle madri e deportati nelle missioni cristiane con lo scopo di allontanarli dalla loro cultura originaria . Nel 1967 venne creato il dipartimento per gli Aboriginal Affairs che garantì pari diritti, si fa per dire. Gli aborigeni ottennero stipendi e sussidi e il permesso di consumare bevande alcoliche, per tanti fu una rovina e lo è ancora oggi. Il sogno degli aborigeni restava la riconquista delle proprie terre d'origine, grazie all Lands Right nel 95 buona parte del Northern territory tornò ai nativi come I famosi parchi di Uluru (Ayers Rock) e Kakadu, venne cancellato il concetto di terra nullis sostituito dal Native title cioè il naturale avito alla terra. Nonostante le scuse ultimamente fatte dagli australiani alla popolazione aborigena, I nativi rimangono la classe più povera ed emarginata e solo grazie alla Aborigenes and Torres Strait Islander Commission oggi si sta muovendo qualcosa, sono stati infatti stanziati fondi per il commercio e l'edilizia. Alcune comunità aborigene traggono di che vivere dalla vendite delle opere dei loro artisti ed è qui che entriamo in gioco noi ,seppur con un minimo ruolo, quando acquistiamo manufatti che siano didgeridoos o quadri cerchiamo, per quel che ci è possibile, di assicurarci che il ricavato vada a sostegno delle comunità e non di bianchi alternativi.